Il Libro Bianco sul nuovo modello sociale non è un piano d’azione ma un documento di cornice entro la quale si produrranno i piani d’azione del Governo. In che modo il Libro Bianco troverà realizzazione in riforme e leggi dello Stato?
Il Libro Bianco delinea una nuova visione del modello sociale italiano, un modello sostenibile ed efficace, che si pone l’obiettivo di offrire maggiori opportunità a ciascuna persona e a tutte le persone e di prevenire il manifestarsi delle situazioni di bisogno. Già molti atti sono stati realizzati in coerenza con esso e, nei prossimi mesi, ci impegniamo a proseguire in tal senso, nella chiara consapevolezza che la sfida di una ripresa che si prospetta selettiva e discontinua sarà vinta da chi saprà cogliere il cambiamento, vivendolo come un’opportunità e non come un ostacolo. Lo scorso settembre, la collega Gelmini ed io abbiamo presentato il piano d’azione per l’occupabilità dei giovani, una cabina di regia tra i Ministeri dell’Istruzione e del Lavoro, finalizzata a promuovere una maggiore integrazione tra apprendimento e lavoro, a rilanciare l’istruzione tecnicoprofessionale e il contratto di apprendistato, a ripensare i tirocini formativi ed il ruolo della formazione universitaria. L’obiettivo è valorizzare il capitale umano in termini di educazione e formazione, per investire sullo sviluppo delle competenze degli individui. A tal fine, per la prima volta in Italia, è stato avviato un tavolo negoziale tra Stato, Regioni e Parti sociali, che sta concertando nuove linee guida per la rivalutazione della formazione tecnico-professionale, l’individuazione dell’impresa quale luogo più idoneo a formare, la delega in sussidiarietà alle forme di collaborazione tra le organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori per tempestivi investimenti nelle competenze. Anche nell’intento di utilizzare al meglio le ingenti risorse economiche disponibili su questo capitolo di spesa. Stimiamo una disponibilità di circa 2,5 miliardi in capo alle Regioni e ai Fondi interprofessionali. Agli inizi di dicembre, poi, con il Ministro Carfagna, abbiamo presentato un piano d’azione per favorire l’occupazione femminile; piano che punta innanzitutto su una maggiore conciliazione fra il tempo di lavoro ed il tempo da dedicare alla famiglia. Le misure previste, da un lato mirano a sollecitare le parti sociali a rimodulare l’orario di lavoro per renderlo maggiormente flessibile; dall’altro, intendono potenziare i servizi di cura, con particolare riferimento a quelli rivolti all’infanzia. Il piano, per il quale sono già stanziati 40 milioni di euro, individua azioni concrete, quali la diffusione dei nidi familiari, il sostegno economico a chi lavora da casa tramite computer, nonché gli sgravi fiscali sul lavoro delle donne del Mezzogiorno.
Nel Libro Bianco si sostiene che lo Statuto dei Lavoratori non deve fermarsi a quello dipendente e che deve rimodulare il vecchio sistema delle garanzie e riequilibrare rischi e tutele. Che cosa ha in programma?
Posso anticipare e confermare per adesso che, dopo le elezioni regionali, il Governo intende presentare un disegno di legge delega con l’obiettivo di delineare il nuovo Statuto dei lavoratori, nel quale sarà inserita la riforma degli ammortizzatori sociali. Quest’ultima rappresenterà un atto di sintesi per la messa a punto di una legislazione più moderna, ispirata al disegno di Marco Biagi e fondata su due pilastri: un’indennità di disoccupazione generalizzata, ma basata comunque sul principio che bisogna aver già lavorato per poterne usufruire, e uno strumento di sostegno al reddito, basato su un meccanismo assicurativo, rivolto soprattutto alla conservazione del rapporto di lavoro in caso di riduzione del volume della produzione o delle ore lavorate.
Quali misure sono state previste dalla Finanziaria in materia di lavoro?
Il pacchetto contempla diverse misure. Per quanto riguarda i collaboratori a progetto, prevede l’ampliamento dei requisiti e della misura dell’intervento una tantum introdotta nel 2009. Si prevede infatti che l’indennità in questione sia pari al 30% dell’ultimo reddito annuo percepito, con un tetto di 4.000 euro. Verranno inoltre prorogati tutti gli ammortizzatori in deroga introdotti nel 2009 (Cig, mobilità e disoccupazione) e saranno estesi ai settori o agli ambiti attualmente non coperti, in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali alla quale accennavo poco fa. Per i lavoratori over 50, con 35 anni di contributi, sospesi dalle attività, sono garantiti i contributi figurativi e concessi gli incentivi a chi scelga di accettare un impiego, di livello retributivo inferiore di almeno il 20% a quello di provenienza. Il pacchetto prevede anche l’introduzione di premi e incentivi per il ricollocamento di lavoratori disoccupati, cassaintegrati e svantaggiati, tra i quali il bonus sperimentale per le agenzie per il lavoro che inseriscano lavoratori svantaggiati, compresi i disabili, nel settore privato. Viene anche introdotta la portabilità dell’indennità di disoccupazione. In particolare, per i datori di lavoro, che assumano a tempo pieno ed indeterminato i lavoratori destinatari della indennità di disoccupazione ordinaria o straordinaria, la parte residua dell’indennità di sostegno al reddito si traduce in sgravio contributivo. Il che si aggiunge ad analoghe doti già introdotte in primavera per i cassaintegrati che vengano assunti da altre aziende o che si mettano in proprio. Infine, il pacchetto lavoro prevede il rilancio del contratto di apprendistato, il cui utilizzo introduce facilitazioni nelle fasi di transizione occupazionale, soprattutto dei giovani.
I dati congiunturali mostrano segnali positivi rispetto alla crisi. Cosa dobbiamo aspettarci dal 2010?
Nel 2009 abbiamo difeso i lavoratori grazie a ingenti risorse di bilancio e alla leale collaborazione con le Regioni per un uso molto esteso degli ammortizzatori sociali. E con il contributo delle associazioni imprenditoriali e dei sindacati abbiamo assicurato la coesione sociale. Era doveroso difendere innanzitutto il reddito del lavoratore e della lavoratrice adulti, ancor più se capofamiglia. E lo abbiamo fatto garantendo diffusamente la continuità del rapporto di lavoro. Il 2010 si presenterà diversamente complicato. Saranno i mesi della ripresa selettiva, in un quadro non del tutto stabilizzato. Prorogheremo gli ammortizzatori sociali. Con gli strumenti in deroga non c’è in teoria limite alcuno. Ma noi puntiamo a sottrarre le persone all’inattività e a trovar loro un’opportunità formativa o un nuovo lavoro. E a ciò serviranno i nuovi incentivi definiti dalla legge Finanziaria con particolare riguardo ai cinquantenni e a tutte le fasce di lavoratori cosiddetti svantaggiati. Chi voglia leggere senza pregiudizi il nostro approccio alla crisi vi troverà una fortissima attenzione alla dimensione sociale. Basta sommare le risorse per il lavoro, l’educazione e la formazione, la sanità, la non autosufficienza, il volontariato e il terzo settore in un quadro di rigore finanziario. Se non è questa economia sociale di mercato!.