FATTURAZIONE ELETTRONICA
Allarme Cndcec, con l'obbligo rischio nuovo caso
Per il presidente nazionale Miani si rischia un nuovo caso Spesometro. "Servono gradualità e un sistema premiale che incentivi l'uso su base volontaria"

Il presidente dei Commercialisti, Massimo Miani, si dice preoccupato per la previsione contenuta nella legge di bilancio 2018 che estende l’obbligo di fatturazione elettronica a tutte le transazioni tra privati poste in essere dal 1° gennaio 2019 (ad eccezione dei contribuenti ex-minimi e in regime forfettario), con un’anticipazione al 1° luglio 2018 per le cessioni di carburanti per motori e le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti nel quadro di un appalto pubblico.

“Le novità in materia di fatturazione elettronica obbligatoria contenute nella legge di bilancio 2018 - afferma Miani - ci lasciano molto perplessi e ci spingono, sin d’ora, a denunciare l’assurdità di un’estensione generalizzata di tale obbligo indistintamente a tutti i 4 milioni e oltre di partite IVA in un unico d-day, individuato nel capodanno 2019, che già lascia presagire scene di isteria collettiva o diffusi stati d’ansia da trasmissione telematica”.

“Già nell’anno che si sta chiudendo - prosegue Miani - abbiamo dovuto fare i conti, come contribuenti ancor prima che come professionisti impegnati in questo settore, con gli ingorghi telematici e i gravi disservizi, anche in termini di violazione della privacy, causati dallo Spesomtero 2.0 previsto dalla manovra dello scorso anno e sul quale noi Commercialisti avevamo prontamente lanciato l’allarme sin dalla sua implementazione normativa, al pari di quanto stiamo facendo oggi con l’obbligo di emettere fatture solo in formato elettronico”.

Al fine di evitare situazioni di criticità analoghe - spiega il presidente dei Commercialisti - abbiamo proposto una maggiore gradualità nella decorrenza del nuovo obbligo, attraverso un suo scaglionamento nel prossimo quadriennio in funzione del numero dei dipendenti del soggetto emittente, partendo dal 2019 con le sole società quotate in borsa e gli altri soggetti con più di 250 dipendenti, dal 2020 per i soggetti con più di 50 dipendenti, dal 2021 per i soggetti con più di 10 dipendenti e con definitiva estensione dell’obbligo a tutti i soggetti di minori dimensioni soltanto dal 2022 in poi”.

“D’altra parte - ricorda Miani - una previsione simile è stata adottata, di recente, in Francia per l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica nei soli confronti della Pubblica Amministrazione, il che è emblematico del primato del Fisco telematico del nostro Paese, risultato al quale noi Commercialisti abbiamo contribuito in modo sicuramente decisivo”.

“Siamo fermamente convinti - continua - che la diffusione della fatturazione elettronica non passi per misure dirigistiche come quelle appena approvate, ma attraverso sistemi premiali che incentivino l’uso su base volontaria, come peraltro da noi già proposto”.

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